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La moderna scienza della conservazione – Nanotecnologia

La moderna scienza della conservazione  Nanotecnologia

La conservazione del nostro patrimonio culturale è fondamentale per trasportare la nostra cultura, tradizioni e modi di pensare e comportarci alle generazioni future. La conservazione ha un impatto impressionante sulla nostra società da un punto di vista politico, sociologico e antropologico, nonché un forte impatto economico sulla più grande attività industriale che vive e sviluppa: il turismo, che genera un fatturato annuo a livello europeo di 335 € miliardi e circa 10 milioni di posti di lavoro. Il turismo genera indirettamente oltre il 10% dell’economia dell’Unione europea e fornisce circa il 12% della forza lavoro (attività dell’UE 2013).

La moderna scienza della conservazione ha origine dalle tragiche alluvioni che hanno devastato Firenze e Venezia nel 1966 e ha imposto la ricerca di nuovi metodi per ripristinare e preservare l’immenso patrimonio culturale danneggiato dall’alluvione attraverso lo sviluppo di due filoni principali: (i) la caratterizzazione analitica dei materiali che compongono le opere d’arte, la caratterizzazione della tecnica pittorica utilizzata dagli artisti e la chimica delle reazioni coinvolte nel loro degrado; (ii) la ricerca di nuovi metodi scientifici per il restauro / conservazione, che consenta il trasferimento del patrimonio culturale alle generazioni future. Gli ultimi tre decenni hanno visto importanti sviluppi nella scienza della conservazione.

La scienza dei colloidi e dell’interfaccia, insieme alla scienza dei materiali, che appartiene al regno delle nanoscienze popolari, hanno fornito concetti, tecniche, abilità e strumenti per aumentare la comprensione dei più comuni processi di degrado delle opere d’arte.

Allo stesso modo queste discipline hanno fornito metodi affidabili per una conservazione duratura e, per quanto possibile, compatibile. Dr. Sabrina Zuccalá

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Pugile in Riposo | Roma

Nanotecnologia e conservazione

Trattamento nanotecnologico: statua in bronzo del “pugile in riposo”, IV secolo A.C.

Ritrovamento avvenuto nel 1985 sul versante meridionale del Quirinale. Conservazione con formulato anti ossidante specificamente studiato.

Per maggiori informazioni su questa applicazione nanotecnologica visita la pagina dedicata alla nanotecnologia per i beni culturali.

Dopo otto anni di viaggi ed esposizioni per il mondo, è finalmente tornato a casa, in pianta stabile, il Pugilatore. Considerato un capolavoro dell’arte greca, un «unicum» per le caratteristiche del tutto atipiche che presenta, è stato accolto come una vera e propria reliquia rara dal soprintendente Francesco Prosperetti, dal direttore del museo Nazionale Romano di palazzo Massimo, Rita Paris, e dal pugile Nino Benvenuti, campione olimpico nel 1960 e campione mondiale dei pesi medi.

La scultura e la sua particolarità

La scultura, rinvenuta a Roma nel 1885 in circostanze misteriose, è alta 128 centimetri, ed è stata datata attorno alla seconda metà del IV secolo avanti Cristo. «Non sappiamo dove fosse in Grecia, non sappiamo quando sia arrivata a Roma – ha spiegato il soprintendente Prosperetti -. La sua importanza non deriva solo dalla sua bellezza ma anche da quest’aura di mistero che lo circonda. Il mistero che avvolge i Bronzi di Riace è stato sempre un motivo di grandissimo interesse per il pubblico.

Questo non è successo però per il Pugilatore». E non solo. Il pugile, realizzato in bronzo, viene raffigurato in modo alquanto atipico rispetto ai canoni dell’epoca: rappresenta infatti un pugile a riposo, che dopo uno scontro siede su una roccia e ha il volto ferito in seguito ai combattimenti. «Un elemento di estremo realismo che sorprende – conclude Prosperetti – dal momento che nell’epoca classica gli atleti venivano raffigurati nelle forme ideali, senza tracce di sforzi o segni della lotta».

La nanotecnologia contribuirà alla conservazione di queste statue di unica concezione e storia.

https://video.corriere.it/pugile-torna-roma-accolto-nino-benvenuti/06d7a6aa-887a-11e5-a995-c9048b83b4c2

Le precauzioni

I tanti viaggi però non hanno intaccato la sua bellezza. Anche grazie alle attenzioni che gli sono state prestate. Per farlo viaggiare in sicurezza, è stata infatti progettata e costruita una tripla cassa speciale per preservarlo dagli urti, ed è sempre stato accompagnato da un’equipe specializzata di tecnici e restauratori. La cassa è stata dotata anche di un sensore che registra le vibrazioni, l’inclinazione, l’umidità e la temperatura.

L’entusiasmo degli esperti

«Giocare in termini di comunicazione sulla grande attrattiva proposta da pezzi di questa importanza – ha concluso il soprintendente Prosperetti – è fondamentale in una prospettiva in cui i beni culturali devono diventare la molla di un rinnovamento di questa città». «Il Pugilatore è in una sala che ha un senso storico, cronologico e stilistico – ha detto invece il direttore del museo, Rita Paris – nell’illustrazione, all’interno di questo museo, della cultura artistica a Roma. Del Pugilatore l’eccezionalità è che non vi sono copie, è un originale perfettamente conservato che ci lascia tanti dubbi». Per il campione del passato, Nino Benvenuti,«il Pugilatore è l’emblema dello sportivo e lo identifico con il pugilato».

https://video.corriere.it/pugile-torna-roma-accolto-nino-benvenuti/06d7a6aa-887a-11e5-a995-c9048b83b4c2

 

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Corsi di formazione in Sicilia per nuovi esperti in nanotecnologie

4ward360 premierà il miglior progetto

Corsi di formazione in Sicilia per nuovi esperti in nanotecnologie

Presto l’avvio di corsi di formazione in Sicilia per nuovi esperti in nanotecnologie per preservare i più noti monumenti della Regione, rilanciando turismo e occupazione.

A settembre partirà un nuovo Team chiamato Heritage Preservation Lab guidato sempre da Sabrina Zuccalà  imprenditore riconosciuto per la sua continua presenza in molti ambiti soprattutto Istituzionali, ha avuto molti riconoscimenti, ora siamo curiosi di capire cosa succederà nel prossimo futuro, forza Sabrina noi siamo tutti con te.

sabrina zuccala-nanotecnologia

Dott.ssa Sabrina Zuccalà

Da sempre siamo molto impegnati nel preservare i Beni Culturali nel mondo, è una mission imprescindibile della nostra azienda. Dopo le applicazioni in nanotecnologia eseguite sull’Esercito di Terracotta in Cina, quelli sul Relitto Navale di Marausa, e questo sulla statua di Sant’Oronzo a Lecce, vogliamo dedicarci alle opere della Sicilia. Stiamo cercando di migliorare sempre la ricerca sui nano materiali per essere sempre più performanti sui Beni Culturali, che rappresentano la nostra storia e la nostra identità, e sono il punto di forza del turismo culturale”.

“Presenteremo – conclude Zuccalà – nelle prossime settimane un progetto dedicato all’innovazione e allo sviluppo del territorio per la Sicilia, da sviluppare nei prossimi mesi. Molte opere contemporanee non saranno accessibili ai visitatori tra un centinaio di anni, a causa della rapida degradazione. Ritengo che sia quindi importante utilizzare in tutti i musei siciliani una serie di campioni di prova di queste nanotecnologie per capire quali vantaggi possono portare.

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I successi

Pertanto è sempre più necessaria la formazione di figure tecniche vocate alla sperimentazione e all’utilizzo delle nuove tecnologie, nella conservazione e la sicurezza dei beni artistici, perché vi è la necessità di una nuova alta formazione professionale al passo con i tempi che certamente darebbe ampi spazi di inserimento professionale in una terra con alta vocazione turistico-monumentale e soprattutto un ampio patrimonio monumentale da preservare”.

D’accordo Sabrina Zuccalà ricercatrice dell’azienda milanese ‘4ward360’, che si occupa da decenni in tutto il mondo di nanotecnologie anche su Beni patrimonio dell’umanità ed è intervenuta anche sul relitto di Marausa in Sicilia.

https://www.finestresullarte.info/flash-news/4313n_mibac-180-milioni-per-595-interventi-sul-patrimonio.php

Sabrina Zuccalà aprirà nelle prossime settimane una sede a Caltanissetta e poi una anche a Palermo per creare corsi di formazione sull’utilizzo delle nanotecnologie applicate ai Beni Culturali. “La Sicilia – spiega Zuccalà – è una delle Regioni che hanno maggiori Beni culturali e opere artistiche d’Italia, molte di queste però, versano in condizioni non ottimali, e devono essere restaurate; per questo riteniamo sia fondamentale investire in formazione sulle nanotecnologie per creare nuove figure professionali che possano utilizzare i nanomateriali per preservare queste opere e mantenerle in ottime condizioni”. “

In sinergia con diverse Università e Enti istituzionali siciliani – continua Zuccalà – cercheremo di realizzare corsi che possano formare i nuovi esperti di nanotecnologie e cosi potremo rilanciare l’occupazione e anche il turismo. Ormai è evidente a tutti che i risultati migliori per preservare le opere d’arte e architettoniche si possono raggiungere solo con i nano materiali che sono flessibili e utilizzabili su tutti i materiali, non li intaccano e riescono ad andare a fondo dando risultati di lunga durata.

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“La materia della sicurezza legata al patrimonio dei beni culturali al giorno d’oggi è alquanto complessa e specialistica, essa richiede tanta professionalità, aggiornamento e continua ricerca. Occupandomi di ciò ho avuto il piacere di partecipare a recenti seminari e incontri e di apprendere come cambia giorno dopo giorno l’orizzonte delle molteplici applicazioni delle nanotecnologie nei vari campi”.

A dirlo l’ingegnere Renzo Botindari – responsabile tecnico addetto alla Sicurezza della Galleria d’Arte Moderna del Comune di Palermo ed esperto di nanotecnologie che aggiunge: “Ho subito percepito come in una terra in cui lo stesso contenitore museale è frequentemente anche esso un bene monumentale da tutelare, le nanotecnologie già utilizzate con successo nel campo del restauro e della conservazione, potrebbero addirittura applicarsi con successo nella ricerca scientifica di nuovi materiali per garantire nella manutenzione straordinaria delle opere edili, solidità, durabilità e soprattutto la sicurezza del bene e del fruitore.

Conservare le statue con la Nanotecnologia

Nuova sede Caltanisetta

Abbiamo appreso la notizia che in alcuni musei della Sicilia alcune opere sono anche a rischio per la mancanza di aria condizionata, se queste opere fossero state tutelate con le nanotecnologie non ci sarebbero stati problemi di nessun tipo”. “Cercheremo di sviluppare – spiega anche l’ architetto Michele Di Giovanni, che aprirà in Sicilia la sede di 4ward360 a Caltanissetta – due linee di intervento per puntare ad incrementare l’occupazione.

La prima riguarda appunto l’aspetto della conservazione e del restauro da applicare con i nano materiali sui Beni Culturali; l’altra è l’applicazione su nuove installazioni architettoniche o anche turistiche come i lidi, che si deteriorano in modo più immediato anche per le mutate condizioni atmosferiche, e quindi necessitano di interventi per ripristinare le strutture ormai ammalorate”.

Rassegna Stampa

http://www.trapaniok.it/40676/Cronaca-trapani/presto-l-avvio-di-corsi-di-formazione-in-sicilia-per-nuovi-esperti-in-nanotecnologie-per-preservare-i-piu-noti-monumenti-della-regione-rilanciando–turismo-e-occupazione#.XS2AzpMzai4

 

 

I megaliti dell'Argimusco in Sicilia

Nanotecnologie a Montalbano Elicona